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©Sara Matiassi

Il lavoro di Karin Schmuck (*1981 a Bolzano, Italia) riflette sulla tematica del vedere, dello sguardo, di come vengono lette le immagini. Temi universali trovano la loro espressione con riferimento alla storia dell’arte e nell’uso di elementi classici della mitologia e della letteratura. Inversioni e spostamenti di ciò che viene così riconosciuto hanno lo scopo di muovere e forse irritare lo spettatore, di rivelare possibilità di significato a più livelli e di stimolare processi di pensiero.
L’artista cerca le similitudini negli opposti e le contraddizioni nell’apparente armonia, le sue opere richiedono un rallentamento del meccanismo della visione, un secondo, un terzo sguardo; solo allora rivelano il loro multiforme contenuto. Parte della ricerca dell’artista si concentra sulle basi della fotografia; crea lavori con tecniche off-camera e la cianotipia.

Karin Schmuck studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino e Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Espone in Italia e all’estero, tra cui alla Galleria Nazionale delle Marche (Pu), al Centro per la Fotografia d’Autore (Ar) e la Villa Brandolini (Tv). Vincitrice del Combat Prize 2017 e del Premio Carlo Gajani 2018.
Vive a Vienna tra il 2005 e il 2007, e a Bologna dal 2010 al 2017 e passa periodi di studio e lavoro in Tansania, Perù, Spagna e und Marocco. Vive e lavora a Siusi allo Sciliar e Bologna.

www.karinschmuck.com